Focus Maria Gallo e Federica Bonifaccio – Dono e fundraising come strumenti di sostenibilità

L’intervento relativo al tema del fundraising si è diviso in due distinti momenti: inizialmente ha preso la parola Maria Gallo, Consulente di Fundraising, per spiegare nel dettaglio il significato dell’approccio e dello strumento; a seguire, Federica Bonifaccio, Fundraiser per Sonda SCS Onlus, ha fornito la sua personale esperienza sul campo.

Il fundraising è uno strumento che ha a che fare con le persone e con le relazioni che si instaurano tra loro. Le raccolte fondi hanno un ruolo di primaria importanza perché possono contribuire alla sostenibilità delle organizzazioni. Questa tipologia di approccio funziona perché è in grado di attivare il dono, attivando risorse e traendole da luoghi in cui non avremmo mai immaginato di poterle reperire.

Il fundraising tra approcci innovativi e creatività

Alla base dell’attività di fundraising deve esserci un cambiamento di logica e di approccio. Invece di dire “Faccio quello che posso con quello che ho” bisogna ragionare in termini di “Voglio perseguire la mia mission e quindi mi attivo in tutti i modi possibili per poterlo fare”. Vedere le cose da un altro punto di vista è, quindi, la chiave.

Gli enti del terzo settore sono trasformatori di risorse che lavorano all’obiettivo del bene comune. Le risorse in questione sono raccolte dai mercati di riferimento: gli enti pubblici, i privati e le aziende. In un contesto simile, il fundraising diventa uno strumento che ha un ruolo cardine nel processo di reperimento e trasformazione delle risorse.

Nello svolgere l’attività di fundraising non bisogna dimenticare che alla professionalità e alla metodologia si deve aggiungere anche una buona dose di creatività. Secondo Henry Rosso, infatti, il fundraising è “la nobile arte di insegnare agli altri la gioia di donare.

Il “contagio” positivo del dono

Per quanto riguarda la potenza relazionale del fundraising, Federica Bonifaccio ama parlare in termini di “contagio”. Infatti, se siamo convinti della causa in cui crediamo e per cui stiamo raccogliendo fondi, influenzeremo anche chi ci circonda, cioè i donatori e tutti coloro che partecipano in prima persona al progetto di cui ci stiamo facendo promotori.

La sua esperienza con Ca’Leido nel trevigiano è molto esemplificativa. Nata dalla cooperativa sociale Sonda come centro per l’infanzia convenzionato con l’ULSS, Ca’Leido aveva come missione l’inserimento di ragazzi autistici nel mondo del lavoro al termine del ciclo di studi superiori. Grazie a un’attività di fundraising, il progetto ha dato vita a una fattoria sociale di due ettari in cui lavorano non solo una quindicina di ragazzi autistici ma anche tutto l’ecosistema di Sonda, formato da persone fragili che vivono in un momento di difficoltà.

Il bisogno educativo dei ragazzi è stato messo fin da subito al centro del progetto. Tutte le attività agricole svolte all’interno della fattoria sono quindi ideate allo scopo di insegnare loro una serie di competenze che si rivelano utili nella vita di tutti i giorni. Ad oggi la fattoria dispone di un punto vendita interno con il proprio fatturato. Ca’Leido non è più una raccolta fondi, ma grazie alla partecipazione dei donatori che hanno creduto nelle potenzialità del progetto è diventata un’attività di vendita a tutti gli effetti.

L’importanza dell’aggiornamento costante dei donatori

Entrambe le relatrici concordano sull’importanza di riuscire a coinvolgere le persone sul piano dei valori e della condivisione. Inoltre, è fondamentale rendere conto ai donatori di quanto si è fatto, si sta facendo e si farà. Il tema del follow-up (o del donor care) è centrale in questo senso. Nella costruzione di una relazione con il donatore è molto importante non abbandonarlo e non dimenticarsi di lui in seguito alla donazione.

Dopo la donazione, sarà nostra cura ringraziare subito il donatore e tenerlo aggiornato sull’andamento del progetto e sui vari risultati raggiunti. Tutto ciò è fondamentale per tenere il donatore vicino a noi e per fargli vedere l’impatto che ha generato donando. Così facendo potremmo anche chiedergli di continuare a sostenere il progetto e donare: infatti, se una persona è soddisfatta della sua donazione sarà anche contenta di ripeterla.